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11 feb 2013

Il Papa abdicherà il 28 Febbraio 2013

In fondo er Papa è Bianco come er latte... prima o poi scade...
Che razza di bufala sarà, possibile che Papa Ratzinger non abbia più la forza di affacciarsi dalla storica finestra?
Eppure pare che non ci sia possibilità di fraintendimento, il 28 febbraio il conclave dovrà riunirsi per ufficializzare l'apertura della "chiusa" cardinalizia che darà l'avvio alle consultazioni...
Dopo Celestino V, San Clemente e Gregorio XII si ripete la rarissima abdicazione di un Papa, questo apre scenari dal gusto apocalittico a cui non avevamo voluto credere. In un modo o nell'altro il Papa tedesco lascerà il segno, dopo Woityla questo era l'unico modo per farsi ricordare, credo che più di debolezza si tratti di fanatismo e narcisismo.
Le notizie sono talmente frastagliate e sintetiche che ancora non ci si può formare un'opinione precisa, staremo a vedere cosa verrà dichiarato nelle prossime ore.
LEGGI NOTIZIA SU REPUBBLICA

3 set 2008

Per quanto tempo ancora dovremo chiedere scusa a Gheddafi?

Da anni i libici, per voce di Gheddafi, insistono su un grande gesto dal valore simbolico che l'Italia dovrebbe fare nei loro confronti per scusarsi di trent'anni di colonialismo. Il contenzioso con la Libia era stato chiaramente dichiarato chiuso con l'accordo siglato quando era ministro degli Esteri Lamberto Dini, ossia il 4 luglio del 1998.
Invece la faccenda non era affatto finita quando Massimo D'Alema, che si trovava "casualmente" in vacanza nel deserto libico, fu invitato da Gheddafi nel giorno di Pasqua dell'8 aprile 2007. Si parlò della costruzione di un'autostrada che l'Italia avrebbe dovuto realizzare con la solita tiritera del gesto "simbolico" e chiudere la faccenda una volta per tutte.
Non è chiaro quale fosse la verità italiana, ovvero se davvero D'Alema promise sul serio la costruzione di una autostrada dal confine tunisino a quello egiziano, fatto sta che il colonnello lo dichiarò fieramente ai 4 venti, facendo indignare tutti, soprattutto l'allora opposizione di destra.
"Quel memorandum congiunto del '98, riconosceva i "disagi e le ingiustizie causate ai cittadini libici durante il periodo coloniale" (nel testo non c'era la parola "scuse"), e prevedeva una serie di atti di riparazione, ma non la costruzione di un'intera autostrada", ricorda Dini. Il gesto più importante era la costruzione di un reparto ospedaliero a Bengasi, assieme ai visti d'ingresso per cure in Italia ai malati libici, la restituzione di opere d'arte libiche di certa provenienza.
Facciamo un passo in avanti, col cambio di governo in Italia (governo Berlusconi), Gheddafi riuscì a riaprire tutto: il ministro degli Esteri Renato Ruggiero nel 2001, in mezza giornata di visita al rientro da una missione in Sudafrica, inspiegabilmente riaprì il varco in cui i libici piazzarono la richiesta dell'autostrada.
Nell'ottobre 2003, in una difficilissima e malpreparata visita a Tripoli, Berlusconi venne messo sul banco degli imputati, fotografato accanto a Gheddafi con alle spalle le immagini dei libici impiccati dagli occupanti italiani negli Anni Venti. Anche Berlusconi non ebbe la forza di capire che, dopo aver chiuso il negoziato con Dini, Gheddafi lo stava riaprendo con la richiesta impossibile dell'autostrada. Un'offerta che l'ex premier ha ripetuto pochi giorni prima di lasciare Palazzo Chigi, nel marzo del 2006.
Ritorniamo a D'Alema, (lo avevamo lasciato alle prese con il colonnello a sorseggiare tè in mezzo al deserto), a seguito di quel suo incontro "improvvisato" sottopose a Gheddafi, e al suo ministro degli Esteri Shalgam, una bozza di trattato per chiudere definitivamente i contenziosi e rilanciare la cooperazione politica ed economica: non è chiaro se e come la Farnesina pensasse alla costruzione di un'autostrada (costo 3 miliardi di euro), ed eventualmente in cambio di cosa. Ma il ministro una promessa l'ha fatta: l'accordo questa volta venne sottoposto al giudizio del Parlamento italiano.
(notizie estrapolata da articolo del 10/07/07 su Republica.it)

Arriviamo al 31 Agosto 2008:
"Un'intesa dalla portata storica, se non altro perché chiude una polemica lunga quasi un secolo. Silvio Berlusconi e Muhammar Gheddafi hanno siglato l'accordo di amicizia, partenariato e cooperazione che di fatto segna una nuova importante intesa tra Italia e Libia. Un negoziato dai molti significati quello firmato a Bengasi. Su tutti, l'intesa messa a punto dai due governi che prevede investimenti di circa cinque miliardi di dollari in 25 anni destinati a numerosi progetti, tra cui la costruzione dell'autostrada costiera che attraverserà la Libia."
da TG.com
Gheddafi racconterà poi che sono servite «lunghe discussioni» per inserire una clausola nel contratto firmato da Berlusconi in cui l'Italia s'impegnava, non solo a non compiere mai atti ostili nei confronti della Libia, ma anche a non concedere mai più l'uso delle proprie basi alle forze NATO per lanciare aggressioni contro la Libia. Ciò di cui i libici volevano essere sicuri, ha sottolineato ancora Gheddafi, era che «né l'America né la Nato avrebbero usato basi in Italia contro la Libia». Dopo aver minacciato di non chiudere l'accordo e che le relazioni tra i due Paesi sarebbero state «ostili», alla fine l'Italia ha accettato, almeno da quanto sostiene lo stesso Gheddafi in un'intervista successiva all'incontro con Berlusconi.
da Messaggero.it
Fantapolitica? ^^

10 lug 2008

Appello alle FARC: riprendetevi Betancourt prima che spari altre stronzate!

PARIGI - "Ho adorato la testata di Zidane a Materazzi, credo che anch'io avrei fatto lo stesso. E me la sono presa con quelli che lo hanno criticato". Lo ha detto l' ex ostaggio delle Farc, Ingrid Betancourt, al settimanale francese Paris Match, aggiungendo: "Quando la Francia ha perso i mondiali del 2006, ho pianto". La donna - che a partire dal secondo anno della sua prigionia nella giungla colombiana aveva a disposizione una radio - ha indicato la finale della Coppa del Mondo "come uno degli eventi internazionali degli ultimi sei anni che l'hanno colpita di più", insieme allo scoppio della guerra in Iraq e al discorso tenuto il 14 febbraio 2003 da Dominique de Villepin, suo amico e allora ministro degli Esteri francese, all'Onu.
da Betancourt: adorai la testata di Zidane Ansa 10/07/08

Ma come si fa a rilasciare una simile dichiarazione? L'unica spiegazione è la pazzia o l'uso di sostanze che in Colombia abbondano come prodotti naturali o derivati...
Bella riconoscenza nei confronti di un paese che per 6 anni le ha riservato un'attenzione particolare, soffrendo per la sua prigionia quasi fosse una nostra connazionale, alcune città della penisola l'hanno addirittura omaggiata con la cittadinanza onoraria (Bologna, Roma...), cosa dovremmo fare adesso? Se continua così bisognerebbe stendere un grande velo pietoso e pensare ad altro, ecco cosa penso.

Certo, non bisogna dimenticare che Ingrid è stata tenuta...
...incatenata per tre anni di seguito - come ha raccontato la stessa Betancourt - 24 ore su 24", in condizioni di "umiliazione, soggetta a vessazioni e torture". "Ho avvertito tentazioni a lasciarsi andare a comportamenti demoniaci - dice l'ex candidata alla presidenza della Colombia in un'intervista a Europe 1 - Penso che bisogna conservare una grande spiritualità per non scivolare nell'abisso". Ancora, dopo essersi detta "sorpresa" per la sua popolarità', l'ex ostaggio delle Farc racconta di come a "momenti di grande durezza" da parte dei suoi sequestratori, a "momenti di grande crisi e sevizie" si alternassero "momenti in cui cercavano di mostrare un altro volto perché erano talmente mostruosi che penso che loro stessi si trovassero disgustosi".
da Gioia per Ingrid Betancourt... provincia.grosseto.it

Sfido chiunque a mantenere la lucidità in una condizione del genere, bisognerebbe lasciarla stare in pace per un pò, prima di farla parlare.
Dal giorno della sua liberazione è stato tutto un susseguirsi di delusioni, quella che ho letto oggi mi ha fatto cascare davvero tutte le appendici!

27 mag 2008

Le piramidi della Bosnia

Dite la verità, l'avevate già vista questa foto? (su Edicolaweb.net ce ne sono altre ancora più incredibili).
Io no, però mi domando: sono 12.000 anni che questa "collina" a forma di piramide si erge a sua volta sulla collina della città di Visoko, a 30 Km da Sarayevo è alta più di 200 mt, come è possibile che a nessuno sia venuto in mente che non fosse un fenomeno naturale?

Le popolazioni del posto si tramandano di generazione in generazione strane legende circa un antico popolo ed un pericoloso segreto custodito all'interno della montagna, fino a due anni fa tutti pensavano che fossero le solite favole per spaventare i bambini. Poi un archeologo piuttosto scaltro, Semir Osmanagic, non curante delle prese in giro dei suoi colleghi, è andato dritto per la sua strada ed ora si gode la gloria.
La comunità scientifica bosniaca si mostrò più che scettica della scoperta di Osmanagic e nell'Aprile del 2006, in una lettera aperta pubblicata sui maggiori giornali bosniaci, 21 scienziati ed esperti vari hanno messo in dubbio la scoperta di Osmanagic, definendo l’intera vicenda un brutto circo. Più di recente, Blagoje Govedaric insegnante di archeologia dell’Europa orientale, dalle colonne di Dani ha smentito ancora una volta la tesi di Osmanagic, tacciandolo di dilettantismo e dicendo sostanzialmente che prima o poi l’opinione pubblica mondiale si renderà conto dell’insensatezza delle teorie di Osmanagic e ciò potrebbe coprire di ridicolo l’intero paese.
I denigratori di Osmanagic sostengono che le pietre trovate sul fianco della montagna non sono altro che pietre tombali di un’antica necropoli medievale collegata ai resti medievali presenti in cima alla “piramide”. E qui, dicono, nulla di nuovo, perchè tale cittadina
medievale è conosciuta da sempre.
tratto da margheritacampaniolo.it

La faccenda assume tinte di ridicolo se si pensa che tutti gli abitanti conoscono le gallerie che passano all'interno della collina, i ragazzi ci giocano da secoli, si è sempre pensato che si trattasse di una miniera medievale o romana di carbone (chi ha messo in giro una simile fandonia o era un depistatore, o un grande sciocco).
Fatto sta che la piramide è giunta sino a noi nonostante tutto, è sopravvissuta indenne persino ai bombardamenti della recente guerra yugoslava, addirittura ve ne sono delle altre, due per l'esattezza, unendo i loro vertici si ottiene un perfetto triangolo equilatero.

La piramide più grande, (battezzata: "Piramide del Sole") come le altre due è ancora seminascosta dalla terra, una volta che sarà portata alla luce si pensa che possa raggiungere un'altezza di 220 metri con una pendenza di 45 gradi e fianchi di 365 metri di lunghezza, risultando, se tali misure verranno confermate, più grande della Piramide di Cheope in Egitto, che, come sicuramente sapete, in origine era alta 147,61 mt (oggi, a causa dell'erosione raggiunge un'altezza di 136,86 mt).
Secondo la leggenda: la città "mostra due strati". Uno strato è stato consumato dalla pioggia, lo strato della terra; il secondo è un "guscio d’uovo" sottile e fragile. Se il guscio viene danneggiato e il suo contenuto portato via dal diluvio, questo sarà causa di sfortuna per il popolo della valle.

Quando i turchi invasero la Bosnia nel 14° secolo, vennero a conoscenza di questa legenda, rimasero talmente impressionati che non occuparono la città sulla vetta della collina, al tempo capitale della Bosnia, limitandosi a conquistare Travnik e Jajce, rinunciando ad un avamposto di evidente importanza strategica.

Il mistero continua perchè la scoperta delle piramidi fa il paio con le ormai note sfere di pietra ritrovate non distanti da qui.
Nel nord est della Bosnia Erzegovina vicino a Banja Luka sono state rinvenute sfere di pietra levigate usate a volte nelle fondamenta delle case; nel villaggio di Trn hanno un diametro di circa quaranta centimetri. Una sfera tagliata nel mezzo ha un diametro di un metro. Nel villaggio di Teocak ne sono state rinvenute ben otto geometricamente sferiche ma non perfettamente levigate come quelle di Trn. Sono di granito e provviste di alcuni fori sulla superficie. La più grande pietra sferica è stata trovata a Slatiwa, ma non completamente finita. Ricordano quelle trovate in Costa Rica.
Trn è collegato a Visoko dal fiume Bosna, forse è solo un caso...

Per chi non lo sapesse, di sfere simili ne sono state trovate moltissime in diverse parti del mondo, alcune sembrano tracciare una rotta per la navigazione di chissà quale tipo d'imbarcazione o veicolo, magari volante... (anche qui stiamo parlando di 12.000 anni fa, l'uomo che conosciamo noi era ancora all'età della pietra, non conosceva la ruota, figuriamoci la sfera...).
Il ricercatore russo Ivan Zapp partendo da Bolas – la città costaricana con la maggior concentrazione di sfere – seguì la rotta indicata dalle sfere e giunse a Uvita sulla costa del Pacifico, altro luogo in cui si trovavano moltissime sfere. Prolungando la rotta giunse al Monte Chiripò, un colosso di 3.800 metri attraversato da quello che i locali chiamano “Il cimitero della macchina dell’oro".
Un'antica leggenda racconta infatti che al suo interno fu infatti sepolto un oggetto definito "la macchina volante".
da voyager.it
Qualcuno ipotizza che le sfere siano rappresentazioni di "navi extraterrestri", altri le considerano oggetti di culto, o indicatori di siti astronomici, oppure "accumulatori di energia tellurica"...
Sono solo supposizioni, ma è singolare che le sfere rinvenute in Serbia emettono vibrazioni di natura elettrica, registrate anche dagli apparecchi audio visivi.

tratto da edicolaweb.it

Per chi ama il fascino delle "coincidenze" ecco la chicca: la data di fine lavori per portare alla luce le piramidi è prevista per il 2012. Il 2012 è la data indicata chiaramente nelle profezie Maya come il momento in cui inizierà una Nuova Era per l’umanità. Una data che torna anche nell’iconografia egizia, negli antichi mitrei romani e persino nella lontana Cambogia... vi tremano le gambe?

13 mag 2008

Siccità: la Spagna a rischio razionamento

Pinacomedia si è già occupata degli sprechi idrici ("che fine sta facendo l'acqua?"), lo abbiamo fatto in modo un pò burlesco e dissacratorio. Evidentemente gli appelli del mondo a consumare meno acqua avevano un fondamento scientifico decisamente sottovalutato.
Ne sanno qualcosa in Spagna, a causa della siccità prolungata i bacini d'approvvigionamento acqua potabile della Catalogna (ndr Barcellona) si stavano quasi prosciugando, solo grazie alle piogge insistenti di questi giorni la situazione è migliorata, seppur di poco.
Stiamo parlando di crisi vera, proprio oggi è attraccata al porto di Barcellona la prima di una lunga serie di navi cisterna carica del prezioso "oro blu".
Sembra incredibile ma Barcellona rischia di rimanere a secco entro quest'estate.
Per ora la situazione è tamponata (a costi altissimi) ma cosa cavolo sta succedendo?
Sempre continuando a leggere le notizie ANSA si apprende che il problema è noto da tempo e che è già in costruzione un nuovo acquedotto che porterà l'acqua dal fiume Ebro.
Il "travaso" sembra non sia molto gradito da altre città come Valencia, ad esempio, che ha preso di mira le rigogliose acque dell'Ebro da parecchio tempo senza ottenere mai ragione, la concessione fatta a Barcellona sta scatenando le ire di chi vede un attacco politico contro le città governate dal Partido Popular (Valencia) a favore di quelle a guida socialista come Barcellona.
Senza creare stupidi allarmismi viene voglia di dire che il clima è da guerra civile, naturalmente tutto si risolverà in modo pacifico, come stanno dimostrando i fatti.
Situazioni simili esistono anche in Italia (vedi la Sicilia) però se ne parla poco e si fa ancora di meno, in Spagna qualcosa la fanno e non hanno l'usanza d'insabbiare i problemi senza trovare mai le soluzioni adatte, qui da noi, invece, con la nostra omertà imbecille siamo solo capaci di lamentarci al bar ed intanto i governi mangiano alle nostre spalle, magari progettando inutili ponti chilometrici e dai costi stratosferici (che poi no si fanno mai).

29 ago 2007

Larry Craig è gay... echissenefrega!

Gli americani continuano a sorprendermi fino al punto che ormai mi fanno quasi pena...
Succede che un senatore dell'Idaho, Larry Craig, noto per le sue idee anti-gay, sia stato arrestato in un bagno pubblico dell'aeroporto internazionale di Minneapolis con l'accusa di aver abbordato un poliziotto in borghese.
Se poi si ha la pazienza di leggere l'articolo si scoprono dettagli agghiaccianti!
articolo su Repubblica
Il giornale riporta che tale signore si sarebbe recato nel bagno in questione ed avrebbe osato fare piedino ad un altro frequentatore di suddetta latrina, lo avrebbe fatto distendendo la propria gamba nello spazio sotto la parete che divide due bagni adiacenti, la sfiga ha voluto che sull'altra tazza ci fosse seduto un agente in borghese con incarico di smascherare i gay...
Trovo assurde tre cose:
  1. Nello stato di Minneapolis essere gay è reato, visto che basta fare piedino ad un altro del tuo stesso sesso per venire arrestati...
  2. Si da l'incarico ad un poliziotto in borghese di stare seduto sul water di un bagno pubblico per smascherare gli incontri fra gay...
  3. Come cacchio ha fatto un uomo di 65 anni (che dalla foto non sembra neanche tanto smilzo e scattante) ad allungare una gamba sotto la parete divisoria dei bagni fino a riuscire a fare piedino ad un altro che sarà stato seduto ad un metro da lui? Un vero contorsionista, per non parlare della curiosa scelta di approccio, ma in fondo sono americani, che vuoi farci...
Meno male che non sono gay e che non vivo in America, avrei veramente serie difficoltà ad accettare una quantità esponenziale di cazzate stile "Lega lumbard" nostrana, voi ve lo immaginate un Calderoli che si sdraia sul pavimento del cesso di Fiumicino per fare piedino ad un poliziottone in borghese, sai che bel casino che uscirebbe fuori, noi non lo arresteremmo di sicuro (per fortuna in Italia non ci sono leggi anti gay) però ci faremmo un sacco di risate!

14 lug 2007

Un esercito di due miliardi di topi

In questi giorni imperversa in Cina un devastante diluvio nelle zone centrali dell'immensa campagna, tra le tante conseguenze nefaste si è aggiunta l'incredibile piaga di una quantità inaudita di topi che fuggono in massa, l'esercito di roditori affamati ha invaso le campagne della Cina centrale e si sta dirigendo verso la provincia dell' Anhui.
I topi in fuga, si sono riversati nei distretti di Yueyang, Yiyang e Changde, tre città che sorgono sulle rive del Dongting e in 22 contee agricole, dove hanno causato ulteriori danni alle coltivazioni, mangiando tutto quello che hanno trovato sul loro cammino.
Nella sola città di Yiyang pare siano stati uccisi 2 milioni di topi che poi sono stati seppelliti o cremati.
Una vicenda così grottesca farebbe venire voglia di fare ironia ma la faccenda è invece maledettamente seria e c'è poco da scherzare.
L'esercito di Liberazione Popolare (Pla) è dovuto in appoggio alle autorità civili per assistere le vittime delle alluvioni soprattutto nelle province dell' Hunan, Anhui, Jiangsu ed Henan. In tutte e tre le province permane lo stato di massima allerta anche perché, secondo le previsioni, le forti piogge non accennano a diminuire.

(notizia ANSA)

19 mag 2007

Dalla Spagna siam tornati...


...e la Fideuà ci siam mangiati,
con la paella e las tortillas,
nella panza un parapiglia,
mi cognata, 'ssinàmmazzalla,
l'aria fredda metteva a palla,
poi la notte, che tormento,
tornava er callo in un momento,
Callo e freddo, freddo e callo,
sò diventato tutto giallo!

PS "me s'è freddata la panza"

Non so che tempo ha fatto qui in Italia durante la mia assenza, ma in Spagna, Valencia per la precisione, anzi, Carcer per l'esattezza (paesino a 50 Km da Valencia), faceva un caldo spaventoso, sembrava Luglio...
Ebbene si, mi sono fatto una settimana di ferie con la mia famiglia a casa della sorella di mia moglie, la quarta comunione consecutiva in 4 anni (per la verità io ho saltato la prima).
Ci siamo mangiati questo mondo e quell'altro, pensate che la sera prima della comunione siamo andati ad un "ristorantino" e abbiamo mañato talmente tanto che il giorno dopo ho temuto di non farcela ad andare alla comunione di mia nipote (la mattina, fino alle 15.00, mi sono sostentato solo con una tazza di tè).
Quella che vedete in foto è la poco nota (qui in Italia) "Fideuà", una tipica pasta valenciana (simile a bucatinoni spezzati a forma di gancio) condita con seppie, calamari, cozze, gamberetti, scampi, ecc.
Si cuoce tutto nella "paella", la stessa che si usa per fare la famosa "Paella" (appunto).
A proposito di Paella, una volta ne ho cucinata una grandissima per i miei amici, quella che poi è diventata mia moglie, che era presente alla mañata, ancora non me lo perdona, in quell'occasione disse che avevo fatto "un risottone alla marinara"... e pensare che l'avevo fatta proprio per fare colpo su di lei...

24 apr 2007

23 Aprile 2007: muore di attacco cardiaco Boris Eltsin

Sempre inebriato dal fumo e dall'alcool, il grande orso si è spento definitivamente.
La storia russa è quanto di più complicato si possa immaginare, la maggior parte di noi, se fa mente locale nei suoi ricordi, potrà ripensare al lontano (mica tanto) 1991, quando, appena fallì il colpo di stato in Unione Sovietica, venne alla ribalta mondiale l'astuto Boris che, appunto, lo sgominò.
Ricordiamo alcune date:
Maggio 1990, Boris Eltsin vine eletto presidente del Praesidium del Soviet Supremo della RSSF russa;
Giugno 1990, Boris Eltsin dichiara la sovranità della Russia e si dimette dal partito Comunista;
09 Giugno 1991, in Italia, mentre in Unione Sovietica, il comunismo sta agonizzando, nasce il Movimento per la rifondazione Comunista, poi rinominato Partito di Rifondazione Comunista (forse c'entra poco con Boris Eltsin ma la vicinanza con le date che lo precedono e seguono m'incuriosiva);
12 Giugno 1991, Eltsin viene eletto con il 57% dei voti: Presidente della Repubblica Russa, il fatto storico è che quella fu la prima elezione a suffragio universale nella storia della Russia, ancora reggeva l'Unione Sovietica, con gli stecchini ma stava in piedi. Eltsin, che doveva la sua carriera politica a Michail Gorbaciov, cominciò a battere un tamburo dalla pelle sempre più tesa, mi spiego meglio: le critiche verso la politica della Perestrojka di Gorbaciov (non dovute ai contenuti ma alla lentezza con cui venivano portate avanti), si fecero sempre più pressanti, fino a condurre il grande dinosauro sovietico all'inevitabile estinzione;
01 Luglio 1991, viene sciolto il patto di Varsavia, la guerra fredda era finita da un pezzo e non vi era più motivo di esistere, almeno sulla carta perché la NATO era ed è ancora viva e vegeta, il patto venne firmato a Varsavia dagli stati del blocco sovietico proprio per bilanciare la potenza orientale a quella dell'occidente, con il suo scioglimento lo squilibrio ha assunto livelli quasi incolmabili, aprendo scenari impensabili sino ad allora, addirittura gli stati aderenti al patto di Varsavia entrarono, uno dopo l'altro, nella Nato (eccetto l'Albania, che si era già defilata nel 1968);
19 Agosto 1991, a Mosca viene tentato un colpo di stato, i golpisti sequestrano Gorbaciov, interviene Boris Eltsin che riesce, in soli tre giorni a ristabilire l'ordine ed a far liberare Gorbaciov sano e salvo, si preannuncia la morte (almeno in Russia) del Comunismo;
estate 1991, in tutto questo scenario d'apocalisse, uno dopo l'altro si staccano dall'Unione Sovietica, ormai alla deriva, gli stati che la componevano (non sto qui ad elencare le date);
23 Agosto 1991, ormai il caos regna, e in ciò che rimane dell'Unione Sovietica, scoppia la rivolta contro il partito comunista, sono assediate tutte le sedi e Michail Gorbaciov annuncia le sue dimissioni da segretario del partito, il partito comunista venne smantellato ed i suoi beni confiscati;
11 Dicembre 1991, nasce a Maastricht l'Unione Europea, io trovo che niente avviene per caso, soprattutto in scala geopolitica;
25 Dicembre 1991, Gorby si dimette da presidente dell'Unione Sovietica;
26 Dicembre 1991, l'Unione Sovietica è ufficialmente sciolta, l'URSS non esiste più, automaticamente la Russia resta l'unico grande paese potente del blocco ex Sovietico (come era sempre stato anche quando l'URSS era viva e vegeta), ed il siberiano Boris Eltsin è il suo capo indiscusso (57% di consenso elettorale, accresciuto dopo le operazioni anti-golpe del 19 Agosto);
Inizia in quel momento una nuova fase, ancora in atto, il consolidamento politico ed economico di una nazione troppo a lungo sepolta nella polvere dei dossier del KGB, gli ingranaggi erano assai arrugginiti ma in breve il gigante russo riesce a mostrare al mondo dei muscoli ancora scattanti, è bastato scrollarsi di dosso qualche decennio di guerra fredda e di arretratezza finanziaria.
Non sono mancati i colpi di coda dei nostalgici dell'URSS, venne votato un referendum dove si chiedeva se si volesse far continuare ad esistere l'URSS sotto una diversa veste, ossia di confederazione di repubbliche sovrane ed indipendenti (una sorta di Unione Europea sovietizzata), a sorpresa vinse il "SI" con il 70-80% dei consensi.
Boris Eltsin se ne infischiò del risultato del referendum e firmò in segreto lo scioglimento definitivo dell'URSS.
Nell'ottobre del 1993 ci fu una rivolta dei parlamentari contro le scelte del presidente Eltsin, il 5 Ottobre l'esercito russo inviò alcuni carri armati che cannoneggiarono il palazzo della Duma, morirono centinaia di deputati, nessuno si permise più di contraddire la nuova linea di pensiero del governo (chissà perché).
Nel 1994 Boris Eltsin inviò 40.000 soldati in Cecenia per impedire la secessione dalla Russia (la Cecenia si era auto proclamata indipendente nelle confuse fasi del 1991), scoppiò la I guerra della Cecenia, portò alla morte centinaia di migliaia di persone tra russi e ceceni fino alla firma di un trattato di pace nel 1997, la guerra divampò ancora nel 1999, ormai il vecchio "orso siberiano" stentava a reggersi in piedi, il conflitto venne gestito dall'arrembante Vladimir Putin, che allora era primo ministro nel governo Eltsin, gli succedette ufficialmente nel 2000.
Ora Boris è morto, solo la storia potrà dire se sia stato un grande uomo o solo un povero ubriacone, dubito che adesso si trovi in paradiso, me lo immagino, piuttosto, talmente inebriato dalla vodka da non essersi ancora reso conto di niente...

2 mar 2007

Lentamente si innesca un nuovo incendio nei Balcani

Da dieci anni, ogni mese, le sopravvissute di Srebrenica espongono nell'indifferenza generale i drappi con i nomi delle 8 mila vittime. Mentre a Vienna si deciderà l'indipendenza del Kosovo, le madri bosniache bruceranno le loro stoffe-reliquia (11 Marzo a Tuzla n.d.r.) per denunciare davanti al mondo la "cinica ipocrisia della Serbia e dell'Onu". Mai, dopo l'accordo di Dayton, pace e rinascita nei Balcani sono parse così lontane. Nei tribunali ormai si fermano anche i processi contro i crimini di guerra.
Da "La Repubblica.it"

Foto gentilmente concessa da © paolo gelmo / fondazione a.langer

Naturalmente, se siete informati, tutto ciò avviene dopo la sentenza del tribunale dell'Aja in cui è stata sancita "l'innocenza" della Serbia in merito all'efferato genocidio avvenuto a Srebrenica, ricordiamo che in quell'occasione sono stati sterminati circa 8.000 bosniaci musulmani, commessi innnumerevoli stupri, seppelliti i morti in fosse comuni, distrutti i documenti delle vittime, spostati con le ruspe i poveri resti dalle prime fosse in altre fosse comuni sparse per il paese.
Questo è quanto si apprende dalla maggior parte delle fonti ufficiali.
C'è anche chi ha raccolto (o montato) prove che dimostrerebbero addirittura una colossale messinscena per "costruire" un finto genocidio da accollare alla Serbia per farle pagare i crimini di guerra.
Chi siamo noi, poveri bloggatori da quattro soldi, per capire dove risieda la verità?
Un tribunale si è già espresso: assoluzione alla Serbia perchè il reato di genocidio non sussiste, si è trattato solo di azioni di guerra e non di pulizia etnica pianificata a tavolino.
Nessuno nega i morti, nessuno nega le fosse comuni, nessuno nega le atrocità commesse, ma vengono tutte giustificate come semplici azioni di guerra, unico colpevole l'Odio tra i popoli che porta ai conflitti armati, sconcertante davvero.
Io sono del parere che ogni guerra è un genocidio, i colpevoli devono essere tutti puniti. Chiunque ricorra alle armi per ottenere "giustizia" è un assassino. I Balcani sono una terra povera, ridotta così anche grazie all'indifferenza di noi occidentali. Non si vede l'ora di mettere una pietra sopra ad una guerra scomoda per poter riprendere a sfruttare la manovalanza dell'est, speculare sulle opere di ricostruzione e così via.
Ma i Balcani, da sempre, sono una polveriera, sempre sul punto di esplodere, i fatti di questi giorni ci fanno capire che un'altro cerino è stato già acceso...

2 gen 2007

Ritrovato il piccolo Buddha

Il giorno di Natale é stato di nuovo visto il giovane Ram meditare sotto lo stesso albero da cui si era allontanato 8 mesi fa...
Piu volte avevo parlato di Ram fino al giorno in cui si erano perse le notizie.
Il Nepal é un paese lontano e misterioso e se lasci da parte il naturale scetticismo riesci a credere che cose fantastiche come quella del nuovo piccolo Buddha che si siede sotto un albero e si mette a meditare per dieci mesi senza mangiare e bere possano realmente verificarsi.
Ram a soli 16 anni ha giá decine di migliaia di seguaci in Nepal, si é mossa per studiarlo anche una commissione di Lama.
Al di lá del folklore sono contento che Ram sia tornato, come se niente fosse, a fare quello che gli riesce meglio, stare seduto in silenzio a far parlare gli altri di se.
Di nuovo c´é la foto di Ram, che non ho il diritto di pubblicare ma che potete ammirare sul sito di Repubblica.

30 dic 2006

Saddam impiccato all'alba

Iraq 30 Dicembre: questa mattina, nelle prime ore del giorno, sono stato svegliato dalla mia radiosveglia con il giornale radio che annunciava l'avvenuta impiccagione di Saddam Hussein.
Bene - mi sono detto - un altro morto da aggiungere alla lista dei defunti dall'inizio della guerra in medio oriente.
Risolverá qualcosa l'impiccagione del terribile dittatore? No, lui ha fatto uccidere molti uomini, la sua morte non li riporterá in vita, il desiderio di vendetta, quello si, é stato soddisfatto.
L'odio porta solo altro odio e la morte non puó portare altro che morte, uccidendo il carnefice non resta che aspettare l'arrivo del prossimo, il posto ora é vacante...
Si, sono super critico, non mi piacciono le notizie di morte, per me non vi é gustizia se non c'é una morale di pace, l'ho detto e lo ripeto qui: se Saddam lo avessero preso ed ucciso durante una sommossa popolare non avrei avuto niente da dire, stava nell'ordine delle cose, la guerra é guerra. Pur essendo contrario alla guerra capisco che a volte diventa inevitabile, proprio per questo occorrono gesti significativi ed azioni diverse da quelle che prevedono l'utilizzo di bombe per risolvere le crisi, una volta innescata la logica della guerra diventa impossibile uscirne, se non in modo drammatico per tutti.
Come si fa invece ad accettare la cattura, il processo e l'impiccagione finale di Saddam o di chiunque altro?
La natura dell'uomo é violenta, solo con la ragione si puó dominare quest'istinto che definire animale é poco.
La vera giustizia, nessuno mi convincerá mai del contrario, é quella che dimostra in modo forte che esiste un'alternativa alla violenza.

9 nov 2006

Saddam

A prescidere dal fatto che non sono certo che Saddam morirá sul patibolo, trovo raccapricciante si possa processare un uomo giá sapendo che le sole accuse sono sufficienti per garantirgli la forca.
Nel Far West di John Wayne (inutile prenderci in giro, la maggior parte di noi non sa realmente come andavano le cose in quelle terre lontane, la nostra conoscenza in tal senso si basa solo sui vecchi film western), a un ladro di cavalli si evitava il linciaggio immediato per concedergli un civile processo. Alla fine veniva impiccato, lo sapevano giá tutti, giudice compreso, sin dall'inizio, ma bisognava dimostrare di essere civili applicando la legge con diabolico rigore.
Al temine di una rivoluzione il dittatore odiato dal popolo deve essere dato in pasto alla folla che lo reclama, ne facciano ció che vogliono, in fondo é loro che l'infame ha torturato e dissanguato per tanti anni.
Come mai invece in Irak ci sono voluti gli americani per cacciare Saddam dal suo trono e per consegnarlo alla giustizia sono dovuti intervenire i marines?
Gli irakeni non hanno mosso un dito per spodestare Saddam, neanche dopo la sua caduta c'é stato un irakeno che si sia preso la briga di andarlo a stanare e di fargli la pelle, eppure lo sapevano tutti dove si era rifugiato.
Sembrava che interessasse piú agli americani che agli stessi irakeni consegnare Saddam alla giustizia, e in efetti é proprio cosí. Saddam é in prigione e forse sará impiccato, la guerra peró non é finita e non finirá nemmeno quando lo ammazzeranno, anzi con tutta probabilitá scoppierá una guerra civile sanguinosissima. Gli americani peró se ne saranno giá andati via da un pezzo, se ne saranno giá andati dal loro II Vietnam.

2 set 2006

Guillermo Farinas, uno sciopero della fame lungo 7 mesi per ottenere nulla...

Quelli che come me si appassionato con il sogno di un mondo finalmente libero, forse avranno letto i miei precedenti interventi sul paladino della libertà di connessione Internet a Cuba: Guillermo Farinas.
Sembra che quest'uomo, vistosi privato della possibilità di continuare a scrivere articoli in Internet dal governo, abbia intrapreso uno sciopero della fame fino a privarsi anche dell'acqua, dal 31 Gennaio fino al 31 Agosto 2006.
Le notizie che provengono da un mondo così distante, soprattutto culturalmente, non sempre sono limpide e reali, ad ogni modo è difficile accertare la verità di fatti che avvengono in paesi dove la libertà di stampa e di parola è negata da una dittatura forte ed autoritaria come quella di Fidel Castro.
Ho letto notizie che si contraddicono l'una con l'altra, qualcuno ha addirittura insinuato che si tratti di tutta una messinscena multimediatica architettata addirittura dagli Stati Uniti. Certo è strano che un uomo si privi del cibo e dell'acqua per sette mesi e sia ancora vivo, ancora più strano ed incredibile è che un uomo a cui è negato di esprimersi sulla Rete delle Reti sia invece diventato così famoso, non so se una tale protesta l'avesse intrapresa un africano del Darfur (Sudan) la notizia avrebbe avuto così tanto clamore (su questa considerazione ammetto che non è farina del mio sacco, vi rimando perciò al relativo link: Cubanite, a dire il vero questa l'ho letta anche su altri siti ed in diverse lingue, quindi mi sono permesso di ricopiarla anch'io), io aggiungo che in un paese dove muoiono 10.000 persone al mese a causa della guerra trovo difficile pensare che a qualcuno di loro possa venire in mente di fare lo sciopero della fame per la libertà di navigare in Internet!
Sempre nel blog Cubanite (che trovo davvero simpatico ed a volte interessante), in quell'articolo che ho linkato sopra, si spiega abbastanza convincentemente che non è vero che a Cuba non si possa navigare in Internet, semmai la navigazione è ristretta ai cittadini a cui è stata fornita una password (poi sul mercato nero se ne possono comprare in quantità), magari a casa propria non sarà facile navigare ma esistono luoghi pubblici dove pare si naviga gratuitamente (uffici postali) ed a pagamento (Internet Caffè)... una vera penuria per noi occidentali che siamo abituari a sfrecciare nel web pure con il cellulare. Si provi però a pensare all'ostinato embargo che gli Stati Uniti continuano a perpetrare nei confronti dell'isola caraibica, un'economia allo scatafascio per meriti e demeriti della dittatura castrista ma anche della dura legge del $. A Cuba per decisione dell'America (quella a stelle e strisce), non possono arrivare le dorsali Internet a fibre ottiche (in grande quantità circondano l'isola ma non possono connetterla al mondo). A Cuba si naviga grazie a costose connessioni via satellite e la spiegazione ufficiale del governo in merito alla centellinazione dei permessi è che non si può sovraccaricare le connessioni ad un sistema che si regge con gli stecchini, si preferisce dare la preferenza a strutture pubbliche e sociali prima che al privato cittadino. Certo, la scusa è deboluccia ma al momento la tecnologia di Cuba si trova agli antipodi rispetto a quella a cui siamo abituati noi cittadini del I mondo.
Al momento non so più a chi credere, però mi piace pensare che ci sia qualcuno abbia la forza di mettere a rischio la propria vita per un ideale di libertà, magari sarà tutta una montatura però a volte le leggende sono migliori della realtà.
Per buona pace degli scettici, informo chi ancora non lo avesse già saputo (io l'ho letto solo oggi) che Farinas è stato convinto da familiari ed amici ad interrompere lo sciopero della fame e della sete, questo avveniva il 31 agosto (come potrete leggere voi stessi cliccando il titolo di questo articolo).

24 ago 2006

Guillermo Farinas, lieve miglioramento

La Habana 20 agosto - il dissidente Guillermo Farinas di cui abbiamo più volte parlato su queste pagine (vedi post precedenti) è stato trasferito in un altra stanza dell'ospedale Arnaldo Milián Castro, a Santa Clara, ove era ricoverato in gravi condizioni per lo sciopero della fame e della sete, scelto come strumento di lotta per conquistare il libero accesso ad Internet negato ai cubani.
Riferisce la madre di Farinas, la sig.ra Alicia Hernández, che suo figlio non voleva essere trasferito nel reparto ove si trova ora, le cure intensive a cui viene sottoposto, infatti, servono per alimentarlo forzatamente con un tubo, sembra contrariamente alla sua volontà. Ora Guillermo Farinas può ricevere le visite di amici e familiari anche se lo possono vedere solo attraverso un vetro. Lentamente le condizioni di salute di Guillermo si stanno ristabilendo, e stando a quanto riferisce la stessa madre non intende rinunciare alla sua lotta.
In molti hanno parlato di Guillermo Farinas, compreso il sottoscritto, in pochi credo si rendano conto che oltre alle guerre dove purtroppo muoiono migliaia di persone innocenti a causa delle bombe "intelligenti" esistono situazioni altrettanto gravi come la negazione della libertà di espressione e di pensiero. Esistono posti dove si può essere sommariamente processati ed imprigionati solo per aver tentato di dire qualcosa che non è permesso dalla censura politica, in quei posti si può anche morire senza che nessuno nel resto del mondo se ne accorga nemmeno. Probabilmente parlare tanto di Farinas avrà come unico risultato quello di fargli guadagnare la vita ed una libertà "vigilata", Cuba non potrebbe permettersi ora di eliminare un personaggio diventato tanto famoso, anche se scomodo come Farinas. Ma per un Farinas qualsiasi esisteranno migliaia di mr. "X" che continueranno a marcire dimenticati in qualche carcere duro o sottoterra, non solo a Cuba naturalmente e non solo nei paesi comunisti che qualcuno ha interessi strumentali per volerli criminalizzare.

22 lug 2006

Torniamo a parlare di Cuba

Sono passate molte settimane dal mio ultimo articolo riguardante la libertà di parola ed uso di Internet a Cuba, se qualcuno lo ha letto ho parlato dello sciopero della fame e della sete condotto dal dott. Guillermo Farinas. Ebbene le notizie che si trovavano allora erano poche e frammentarie, oggi se provate a fare una ricerca non si sa più nulla, sono praticamente ferme all'epoca del mio post:
www.yahoo.com ultima notizia 09/03/06
www.google.com ultima notizia 04/02/06
www.altavista.com ultima notizia 04/02/06
www.webcrawler.com ultima notizia 27/03/06
Questo sui motori di ricerca, selezionando l'opzione di elencare i link in ordine cronologico... se poi andate a leggere gli articoli sui siti Cubani come Cubanet.org le cose cambiano. L'ultimo aggiornamento è del 14/07/06 e, pensate un pò, si legge che Farinas prosegue il suo sciopero della fame.
Sarebbe stato bello venire a sapere che il sacrificio di Farinas, che con il suo sciopero della fame stava rischiando la vita per un ideale di libertà, avesse portato a qualche risultato, macchè, non solo a Cuba non cambia ancora nulla (ci mancherebbe altro, dopo 47 anni di monogoverno maximo ci vuole ben altro di un Farinas qualsiasi), ma l'apparente interesse iniziale dei giornalisti occidentali si è addirittura spostato su argomenti che annoiano meno i lettori, io stesso venni a sapere del dott. Farinas leggendo un articolo sul sito del giornale italiano "Corriere della Sera", poi il nulla.
Se Farinas dovesse morire, chissà, magari qualcuno si prenderà la briga di scriverci su qualche riga, se poi la lotta dei cubani dovesse un giorno prevalere sulla dittatura allora vedrai che titoloni tirerebbero fuori: FINALMENTE CROLLA L'ULTIMA DITTATURA ROSSA oppure FIDEL CEDE IL PASSO ALLA STORIA o chissà quante altre scemenze del genere.
E' adesso che qualcuno si dovrebbe interessare alle lotte di un popolo inerme e solo, non quando è utile intingerci il pane.
Ecco cosa ha detto il dissidente Farinas in un'intervista telefonica con la BBC:
Sí, yo pienso que es indiscutible que hay que continuar, puesto que es un derecho que estamos reclamando y lo estamos haciendo fundamentalmente… la comunicazione cadde in questo punto e non è stato più possibile ristabilirla, nel corso della telefonata Farinas aveva avuto modo di spiegare il suo stato di salute che, ovviamente, non è buono. Nell'articolo da cui ho tratto la notizia non è chiaro il motivo dell'interruzione della telefonata, sembra che la BBC avesse avuto il permesso di parlare con il dissidente per un tempo prestabilito, e che "casualmente" sia scaduto quando le dichiarazioni iniziavano a diventare compromettenti. Per poter fare l'intervista il giornalista della BBC ha dovuto prendere contatto con la madre di Farinas, chiedere l'autorizzazione al Ministero degli Esteri e poi al Ministero della Salute Pubblica cubano.

5 mag 2006

I falsi Vescovi cinesi

C'è da domandarsi se si troverà mai una soluzione di fronte all'arroganza e la superficialità dell'uomo nei confronti dei sentimenti religiosi. Sono sicuro di commettere un erorre di valutazione storica, però il comportamento del governo cinese mi fa tanto pensare all'atteggiamento dei Romani di duemila anni fa quando pensarono di poter trattare la religione cristiana come una delle tante da aggiungere a quelle che già prolificavano a quei tempi.
Per chi non avesse ancora capito mi riferisco alla strategica pretesa politica del governo di Pechino di poter nominare vescovi prevaricando il Vaticano stesso, che, naturalmente, si oppone fermamente in quanto
nessuno al di fuori del Papa può consacrare o autorizzare la nomina di nuovi Vescovi.
L'esempio "più vicino" alla vicenda cinese è probabilmente quello che avveniva nell'XI secolo, quando l'imperatore
Enrico IV nominava i suoi vescovi-conti, e prima di lui la stirpe degli imperatori Ottoniani. A quell'epoca l'operazione aveva un senso politico, perchè assicurava il controllo continuativo dell'impero, infatti i vescovi conti, non potendo essi avere prole, alla loro morte restituivano il feudo nelle mani del potere centrale, si evitava così la spezzettatura dell'impero in una miriade di signorie locali, causa di sicuro indebolimento.
Enrico IV venne scomunicato ed arrivò addirittura a nominare un antipapa e ad assediare il legittimo Papa a Castel Sant'Angelo (Roma).
Ai cinesi la scomunica da parte del Papa sembra non sortire alcun effetto, anzi dopo la recente nomina di due Vescovi "fedeli al governo" ed immediata scomunica,
si progetta la prossima nomina di altri venti di essi.
Ministri di Dio fedeli al governo? Ma cosa significa realmente?
A dar retta alla retorica anticomunista si potrebbe pensare che si stia parlando di persone facilmente controllabili che operino con il solo fine del mantenimento del potere centrale (come accadeva nel Medioevo), forse è proprio così. Basta leggere i commenti che fanno i dissidenti in esilio dai vari paesi comunisti e socialisti attuali e del passato. Il fatto è che un regime in Cina c'è stato e c'è tutt'ora, diverso da quello spietato e crudele di Mao, ma ancora esiste.
Nell'ex URSS bastava parlare male del governo che ti spedivano in Siberia, in Cina si eseguono ancora esecuzioni in massa con processo sommario per reati politici (anche nei civili States non si scherza con certi temi, ma questa è un'altra storia, essa non è certo lontanamente paragonabile
a ciò di cui stiamo parlando.
Per chi volesse approfondire l'argomento ho trovato interessante l'articolo di
Sandro Magister, dal titolo: Nuovi Vescovi per la Cina di Domani.
A mio parere, Magister non riesce ad andare a fondo nei reali sviluppi di ciò che sta relmente accadendo in quelle terre lontane, credo che questa cosa sia difficile, e forse impossibile, a tutti noi occidentali.
Quel popolo, composto da quasi un miliardo e mezzo di individui, è da tempo immemorabile offeso e sottomesso dal susseguirsi dei diversi poteri, questi ultimi sempre imposti da classi dirigenziali che hanno saputo strumentalizzare l'ignoranza e la povertà di enormi masse di contadini. Il repentino cambiamento dell'economia cinese, che è passata da organizzazione rurale di tipo feudale, quasi senza passaggi intermedi, ad un'economia basata sull'industrializzazione, ha sicuramente provocato lo svilupparsi di un diverso modo di controllo dei nuovi cittadini. Le vicende che hanno visto la collaborazione dei colossi americani delle telecomunicazioni come Yahoo (Internet) e Skype (tecnologia Voip) nel fornire valida collaborazione al governo di Pechino, per reprimere ogni sviluppo, non certo per favorirne la loro diffusione, sono elementi che fanno capire fino a che livello si stiano spingendo i governanti cinesi, sicuramente preoccupati (ed hanno ragione ad esserlo) che simili mezzi di telecomunicazione possano essere utilizzati per scopi di propaganda anti comunista. Il controllo delle alte cariche religiose, nel caso specifico del nostro argomento il controllo assoluto dei vescovi cattolici, ha l'ovvio scopo di estendere i tentacoli del potere su ogni possibile elemento che possa generare dissenso e contropropaganda.
Sembra assurdo ma alcuni dei Vescovi già nominati nella chiesa ufficiale cinese sono stati convinti dal governo che in realtà la Chiesa approvasse la loro nomina.
La chiesa ufficiale cinese ha una struttura simile in tutto e per tutto a quella vaticana, l'unica incongruenza è che non è approvata da quest'ultima per motivi che possono sfuggire a molti di noi. A maggior chiarimento basti pensare che una chiesa ufficiale approvata dal Papa in Cina esiste, con tanto di Vescovi nominati a Roma. La "chiesa sotterranea", così è definita da alcuni, ha già alcuni milioni di praticanti in Cina, questi ultimi sono costretti a restare nascosti nell'ombra in quanto non tollerati dal regime, che li teme molto in quanto li considera spie occidentali.
Con il dovuto rispetto mi si passi la considerazione che simili atteggiamenti li stiamo assumendo ache noi occidentali nei confronti della religione musulmana.
Lotte fra religioni dunque? A leggere chi argomenta sul tema con piglio fantapolitico, qualcuno si è spinto molto in là. La semplice considerazione che se la maggior parte dei cinesi si convertisse al cristianesimo diverrebbe una comunità cattolica o protestante fortissima e molto influente. Si arriverebbe al punto che l'influenza di quest'ultima avrebbe ripercussioni su scala mondiale, tanto da sovvertire il potere religioso del Vaticano, considerato da alcuni troppo debole nella lotta all'espandersi del mondo musulmano.
Sono terreni pericolosi da percorrere e probabilmente privi di fondamento, seppur si contano meno di cento milioni di cristiani in Cina (tra seguaci dell chiesa ufficiale e sotterranea), essi rappresentano solo lo 0,07% dell'intera popolazione. Nella maggior parte dei casi sembra che il trasferimento dalle campagne alla città stia provocando il graduale impoverimento delle vocazioni e dei praticanti. Chissà allora perchè Pechino si infervora tanto. Questione di principio? Non credo, penso piuttosto che si tema molto il potere occidentale del Vaticano, più volte Pechino ha chiesto ufficialmente al Papa di interrompere i rapporti con Taiwan senza mai riscuotere successo, tanto per fare un esempio
il Vaticano è l'unico stato europeo ad aver riconosciuto lo stato indipendente di Taiwan. La Cina pretende di continuare ad avre il controllo sull'isola e di tornare un giorno a riannetterla al resto del paese.
L'argomento non è sicuramente esaurito ma penso ce ne sia abbastanza per poter fare qualche riflessione.

20 apr 2006

Galline pazze

Londra - E' di poche ore fa la notizia che una gallina inglese ha improvvisamente cambiato sesso.
In realtà la storia ha avuto inizio a Settembre 2005, a raccontarlo è un allevatore inglese della cittadina di Saltford, il sig. Jo Richards. Secondo quanto riportato dall'allevatore britannico la sua gallina (che non ha un nome in quanto vive in batteria insieme a centinaia di altre sue anonime compagne), una mattina si è svegliata all'alba ed ha cominciato a cantare come fanno i suoi colleghi maschi.
Subito i veterinari si sono affannati a giustificare l'episodio che sembra sia scientificamente possibile. Tutto a posto insomma? Sembrerebbe di si, però la gallina si è progressivamente trasformata in un vero gallo, ha cambiato le piume, ha smesso di fare le uova ed è diventata aggressiva, è veramente normale tutto ciò?
La spiegazione risiederebbe nell'ovaia di destra che improvvisamente ha cominciato a produrre testosterone come fa un normale testicolo e gli ormoni maschili hanno preso il sopravvento sull'iniziale natura femminile dell'animale.
Tutto questo mi fa venire alla mente un film del 1973 con Marcello Mastroianni e Catherine Deneuve: "Niente di grave, suo marito è incinto".
Nella vecchia pellicola la storia è incentrata sul paradosso che un signore che vive a Parigi viene colto da improvvisi malesseri e nausee e scopre così di essere incinto. Il film è ovviamente una commedia brillante, però metteva il coltello nella piaga in un problema che proprio in quegli anni stava diventando di grande attualità: l'uso indiscriminato degli ormoni somministrati agli animali d'allevamento per accelerarne la crescita. Al protagonista del film viene infatti spiegato che la causa della sua "anomalia" era dovuta al consumo di carne di pollo "ormonizzata".
Siamo certi che il caso della gallina inglese non sia la punta di un Iceberg che getterà nuove ombre sulla "scienza" dell'alimentazione animale ed umana?
Troppe volte abbiamo avuto notizie in ritardo ed in molti casi distorte, con la scusa che non bisognava allarmare l'opinione pubblica, io sono del parere che l'informazione deve essere immediata e professionalmente corretta,
non mi è piaciuto il modo come è stata presentata al telegiornale della Rai, il cui tono era assolutamente poco serio, si faceva addirittura riferimento ai transessuali ed a chi spende soldi per cambiare sesso chirurgicamente, l'ho trovato di incredibile cattivo gusto. Anche io, in questo post, ci ho scherzato sopra ma non penso che il peso del mio Blog sia lontanamente paragonabile a quello di una testata nazionale come il telegiornale della Rai.

18 mar 2006

Una casa pericolosa in Nicaragua

...Come la maggior parte delle bambine di otto anni del mondo, Beatriz Castillo ama ridere e giocare al salto della corda con le sue amiche. Ma al contrario della maggior parte delle bambine che sono cresciute in Paesi occidentali, Beatriz respira il tanfo di cibo deteriorato e di escrementi umani 24 ore al giorno, sette giorni la settimana.
Il quartiere della piccola, la comunità Walter Ferrety, si trova a circa un chilometro dal "El Fortrin," la discarica comunale di León, Nicaragua. León è la seconda città più grande del Paese. Una famiglia su quattro a Walter Ferrety vive nelle condizioni più rischiose e più pericolose. Circondata da pile di immondizia e sporcizia, la gente della comunità di Walter Ferrety non dispone di fogne o di acqua potabile; manca inoltre di un sistema di latrine adeguato. Oltre a tutto ciò, un adulto su due è disoccupato...
L'articolo che avete appena letto risale a 3 mesi fa, questo non ha però importanza, quello che conta è che argomenti simili non sono collocati nel tempo, sono storie che dovrebbero avere il sopravvento sulle altre notizie sempre aggiornate ed in esclusiva di cui tutti andiamo sempre affannosamente alla ricerca.
Se avete visitato il sito http://www.compassion.it, da cui ho tratto la notizia, avrete avuto modo di constatare che quando si ha la volontà e soprattutto la coscienza di fare qualcosa per cambiare il mondo si fa sempre un piccolo passo in avanti.
Il mio non è un invito a volersi lavare la coscienza adottando un bambino a distanza, ognuno è libero di fare le proprie scelte, ossia vivere la propria vita in una egoistica indifferenza riguardo ai mali del mondo, oppure nell'utopia che un proprio piccolo gesto può realmente cambiare la vita, non ad un singolo essere, ma a tutta l'umanità.

16 mar 2006

Il piccolo Buddha è scomparso nel nulla

Kathmandu: Da 3 giorni non si hanno più notizie del giovane Ram, chi segue Pinacomedia sa che stiamo parlando del ragazzo che dal 15 maggio 2005 aveva iniziato la sua meditazione sotto un albero di Pipal.
Il fatto che più fa discutere è che il ragazzo era osservato giorno e notte da una folla di fedeli, che appostati ad una certa distanza, lo tenevano d'occhio con binocoli, cannochiali, ecc.
Nessuno invece sembra aver visto nulla del momento in cui Ram si è allontanato dal luogo su cui era seduto da più di 10 mesi.
Qualcuno teme che il ragazzo sia stato rapito, la versione più accreditata è che Ram si sia allontanato di sua spontanea volontà, magari insieme ad alcuni compagni (qualcuno di quelli che stazionavano costantemente nelle vicinanze manca, infatti, all'appello).
La notizia del piccolo Buddha aveva fatto il giro del mondo destando curiosità anche in noi che lo la stavamo seguendo.
Si leggeva che da qualche mese i commercianti di souvenir stavano facendo affari d'oro vendendo foto e gadgets ricordo di Ram ed altri articoli religiosi, viene da pensare che i Buddhisti più credenti abbiano rapito o "convinto" Ram ad allontanarsi da quello che ormai era diventato un luogo blasfemo, un pò come quando Gesù si adirò con i commercianti nel Tempio.
Staremo a vedere.