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02 set 2006

Guillermo Farinas, uno sciopero della fame lungo 7 mesi per ottenere nulla...

Quelli che come me si appassionato con il sogno di un mondo finalmente libero, forse avranno letto i miei precedenti interventi sul paladino della libertà di connessione Internet a Cuba: Guillermo Farinas.
Sembra che quest'uomo, vistosi privato della possibilità di continuare a scrivere articoli in Internet dal governo, abbia intrapreso uno sciopero della fame fino a privarsi anche dell'acqua, dal 31 Gennaio fino al 31 Agosto 2006.
Le notizie che provengono da un mondo così distante, soprattutto culturalmente, non sempre sono limpide e reali, ad ogni modo è difficile accertare la verità di fatti che avvengono in paesi dove la libertà di stampa e di parola è negata da una dittatura forte ed autoritaria come quella di Fidel Castro.
Ho letto notizie che si contraddicono l'una con l'altra, qualcuno ha addirittura insinuato che si tratti di tutta una messinscena multimediatica architettata addirittura dagli Stati Uniti. Certo è strano che un uomo si privi del cibo e dell'acqua per sette mesi e sia ancora vivo, ancora più strano ed incredibile è che un uomo a cui è negato di esprimersi sulla Rete delle Reti sia invece diventato così famoso, non so se una tale protesta l'avesse intrapresa un africano del Darfur (Sudan) la notizia avrebbe avuto così tanto clamore (su questa considerazione ammetto che non è farina del mio sacco, vi rimando perciò al relativo link: Cubanite, a dire il vero questa l'ho letta anche su altri siti ed in diverse lingue, quindi mi sono permesso di ricopiarla anch'io), io aggiungo che in un paese dove muoiono 10.000 persone al mese a causa della guerra trovo difficile pensare che a qualcuno di loro possa venire in mente di fare lo sciopero della fame per la libertà di navigare in Internet!
Sempre nel blog Cubanite (che trovo davvero simpatico ed a volte interessante), in quell'articolo che ho linkato sopra, si spiega abbastanza convincentemente che non è vero che a Cuba non si possa navigare in Internet, semmai la navigazione è ristretta ai cittadini a cui è stata fornita una password (poi sul mercato nero se ne possono comprare in quantità), magari a casa propria non sarà facile navigare ma esistono luoghi pubblici dove pare si naviga gratuitamente (uffici postali) ed a pagamento (Internet Caffè)... una vera penuria per noi occidentali che siamo abituari a sfrecciare nel web pure con il cellulare. Si provi però a pensare all'ostinato embargo che gli Stati Uniti continuano a perpetrare nei confronti dell'isola caraibica, un'economia allo scatafascio per meriti e demeriti della dittatura castrista ma anche della dura legge del $. A Cuba per decisione dell'America (quella a stelle e strisce), non possono arrivare le dorsali Internet a fibre ottiche (in grande quantità circondano l'isola ma non possono connetterla al mondo). A Cuba si naviga grazie a costose connessioni via satellite e la spiegazione ufficiale del governo in merito alla centellinazione dei permessi è che non si può sovraccaricare le connessioni ad un sistema che si regge con gli stecchini, si preferisce dare la preferenza a strutture pubbliche e sociali prima che al privato cittadino. Certo, la scusa è deboluccia ma al momento la tecnologia di Cuba si trova agli antipodi rispetto a quella a cui siamo abituati noi cittadini del I mondo.
Al momento non so più a chi credere, però mi piace pensare che ci sia qualcuno abbia la forza di mettere a rischio la propria vita per un ideale di libertà, magari sarà tutta una montatura però a volte le leggende sono migliori della realtà.
Per buona pace degli scettici, informo chi ancora non lo avesse già saputo (io l'ho letto solo oggi) che Farinas è stato convinto da familiari ed amici ad interrompere lo sciopero della fame e della sete, questo avveniva il 31 agosto (come potrete leggere voi stessi cliccando il titolo di questo articolo).

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