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20 feb 2007

Roma: relitti di legno e funi a piazza dei navigatori, si tratta di Luigi Gheno?

Prima o poi doveva accadere che questa passione per l'arte mi portasse a questo.
Come ormai avrà capito chi mi segue, giro molto per Roma.
Spesso passo a Via Cristoforo Colombo, da qualche tempo, ero rimasto incuriosito da una piccola installazione collocata in un'aiula di piazza dei Navigatori, al lato sinistro della grande arteria che porta verso il sud Italia. Qualche giorno fa ci sono passato talmente vicino che non ho potuto fare a meno di parcheggiare in divieto di sosta, andare a calpestare l'erba e le margheritine bianche del praticello curato (lo so che non si fa ma io a volte sento degli impulsi irrefrenabili, una volta a Venezia un altro pò mi arrestano per aver toccato con un dito una tela di Magritte... sono anni che non mi lavo quel dito...), per andare a vedere da vicino, quello strano relitto...

Insomma scendo dalla mia Fiat Punto scarcinata e mi fiondo, dritto come un fuso, verso il curioso oggetto, che se ne sta montato su una piastra di ferro, a sua volta fissata su un piedistallo di freddo cemento postmoderno.
Sulla base in cemento c'è scritto "Gheno", bello stampato su una targa di bronzo, sull'altro lato della stessa base c'è scritto lo stesso nome ma stavolta con una vernice nera, semisbiadita dal tempo, vista la natura dell'installazione preferisco la seconda (visibile se clikkate sulla prima immagine di questo post, sull'angolo sinistro del piedistallo, in alto).




Ecco che mi sorprendo, tutto metodico, a misurare, stavolta a spanne della mia mano destra, la base del piedistallo: ogni lato misura sette spanne e mezza, cioè circa un metro e mezzo (ogni mia spanna misura circa 20 cm).
Poi rimango stupito che la materia con cui è composta "la cosa" è puro legno, a guardare come è tormentato potrebbero addirittura essere parti di tronco d'albero e tavole di misteriose barche naufragate chissà dove, restituite dal mare su chissà quale spiaggia e poi assemblati dalla sapiente mano dell'artista.



Gheno ha incollato ai pezzi di legno tratti di cime marinaresche e poco di più.
Trovo meravigliose le forme "naturali" del legno, pur violentato dalla mano dell'uomo o dalla forza del dio Nettuno.
Una curiosità, non indifferente a dire il vero, è che su Internet ho trovato pochissime notizie in merito all'autore dell'opera. Pare si tratti di Luigi Gheno, un artista italiano (poco noto sul Web), già presente con un'altra installazione a Via Grotta Perfetta, non distante da Piazza dei Navigatori (questa di sicura paternità), ma nutro qualche dubbio in merito, trovo un pò troppo marcata la differenza di stile (cliccare qui e cercare nella pagina scaricata per vederla).
Eppure un'utente di "Yahoo Answers" ne è estremamente sicura, tanto da aver risposto in pochi minuti alla mia domanda in merito ai natali dell'opera di cui stiamo parlando, indicando 4 link di cui uno è questo.
Io, girovagando per la rete, avevo trovato più verosimile si trattasse del famoso scultore brasiliano Vitório Gheno, non vi rammaricate se non lo avete mai sentito nominare... prima di fare le mie passeggiate on line anch'io non sapevo proprio chi fosse, a giudicare dal suo sito, però... non mi sembra sia proprio l'ultimo, è uno scultore poliedrico, che ama scolpire tutte le materie, legno compreso, fate voi.
Vi terrò aggiornati se scopro qualcosa di nuovo, non nascondo però che un pò di mistero rende tutto più affascinante, no?

PS se Luigi o Vitorio Gheno si trovassero a passare di qua apprezzerei moltissimo un loro intervento, grazie.
Stesso apprezzamento mostrerei anche nei confronti del cybernavigante casuale che volesse lasciare qui il suo "message in a bottle".
(foto eseguite da me e libere da copyright)

2 commenti:

Omar ha detto...

Luigi gheno é mio zio è nato a Vicenza e abita ha Roma dove ha esposto molte sculture... c'è ne unaa anche all'inps di milano, se volete informazioni posso mettermi in contatto.
fatemi sapere

El Pinacomedier ha detto...

Vista la "penuria" di notizie che ci sono in rete non sarebbe male ricevere la biografia di Vostro zio, potreste postarla qui (se volete), sarà mia cura darle il giusto risalto con un altro post (anzichè lasciarlo sui soli commnenti).
Se poi esistesse un sito personale di Luigi Gheno mi farebbe senz'altro piacere visitarlo.